06/04/12 Sparita la stazione di rilevamento aerobiologico - Città di Roccadaspide

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06/04/12 Sparita la stazione di rilevamento aerobiologico

Notiziario

Scritto da Annavelia Salerno
venerdì 06 aprile 2012

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Ancora una vicenda della complessa storia dell’ospedale di Roccadaspide, che potrebbe essere decisamente più semplice se tutti coloro che operano nella struttura fossero più chiari e trasparenti, e più responsabili nei confronti del nosocomio. Tra le tante problematiche che investono l’ospedale quotidianamente vi è quella relativa ad una stazione di rilevamento aerobiologico donata al locale ospedale circa 7 anni dalla Banca di Credito Cooperativo di Aquara, per l’occasione inaugurata ma in realtà mai entrata in funzione. A rispolverare l’ormai vecchia storia dell’apparecchiatura è Girolamo Auricchio, sindaco di Roccadaspide, che in una lettera inviata al Direttore Sanitario Adriano De Vita e per conoscenza al commissario dell’asl Salerno Maurizio Bortoletti, chiede di sapere dove si trova la stazione e perché non è stata mai utilizzata, al pari di altre apparecchiature donate dalla banca o da imprenditori locali su sollecitazione di Auricchio entrate in funzione solo a seguito di numerose richieste di un loro utilizzo.
Nella lettera il primo cittadino di Roccadaspide esprime tutta la sua rabbia “nel constatare l’inutilità di ogni sforzo teso a mantenere in essere l’ospedale e a migliorare le prestazioni in tutti i sensi anche attraverso donazioni di apparecchiature varie”. Nella missiva, poi, Auricchio ricorda che la stazione donata dalla banca doveva essere solo installata, ma dopo la donazione non se ne è più saputo nulla. Ora Auricchio esige di conoscere i fatti. Si lotta quotidianamente per assicurare il mantenimento in vita ed il miglioramento del nosocomio rocchese, per garantire una migliore vivibilità del territorio in un’area fortemente svantaggiata da limiti atavici, e poi c’è sempre qualcuno che ostacola questo lavoro continuo, unicamente a causa del proprio disinteresse per l’ospedale e per il territorio. Auricchio ancora una volta non ha timori ad attribuire la responsabilità di problemi come questo a chi non tiene all’ospedale ma solo al profumato stipendio che guadagna. “In questi anni ho più volte chiesto dove fosse stata allocata la strumentazione in questione – afferma Auricchio – ma nessuno ha mai saputo dare alcuna spiegazione”.
Ora, probabilmente, è arrivato il momento di saperlo, ma quello che si augura Auricchio è che, per il bene dell’ospedale e del vasto territorio che ad esso fa riferimento, chi lavora nell’ospedale cominci a farlo con consapevolezza e responsabilità, e a collaborare attivamente con gli operatori dei reparti per l’eccellente lavoro che portano avanti, e con le istituzioni, al fine di evitare in futuro situazioni come questa.

 
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